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Marcella
o dell'uccisione dell'anima

Regia: Tino Belloni
Interprete: Valentina Loche

Marcella: un viaggio in treno, una giovane signora trafelata che riversa su una silente sconosciuta un fiume colorato di parole, di dubbi e di pensieri che squarciano visibilmente, colpo su colpo, le mura dorate della prigione domestica in cui la protagonista ha trascorso vent’anni della sua esistenza ad abnegare se stessa.

In una sorta di seduta auto-psicoanalitica, tra reticenze, titubanze e pudori che disegnano umoristicamente un buffo personaggio che ha finalmente la necessità di raccontare e ridefinire la sua vita, si intravedono fin da subito i lampi, via via più torvi e brucianti, di un dramma che cresce e matura, fino ad esplodere in tutta la sua moderna tragicità, scandita dalla violenza, dalla coercizione e dal sopruso: nonostante le storiche conquiste civili e i numerosi progressi sociali, nonostante la grande affermazione delle rivendicazioni del movimento femminista, la violenza sulle donne, soprattutto in famiglia, continua ad essere una brutale realtà e una oltraggiosa conseguenza del ruolo subalterno e secondario che le donne continuano ad avere nella nostra società.

Marcella affronta il tema, calato nel panorama di una Sardegna contemporanea, della violenza domestica, raccontando il percorso di maturazione e presa di coscienza di una donna vittima della brutalità del marito e la propria estrema difficoltà a intraprendere un tragitto verso un futuro di emancipazione e di libertà.

Scritto dal regista Tino Belloni e dall’attrice Valentina Loche, il testo, inedito e originale, è un monologo di forte impatto emotivo, che rende minuziosamente le pieghe e le ondulazioni psicologiche della protagonista attraverso un iperrealismo in cui la sequenza continua da primo piano cinematografico viene esaltata dalla totale astrazione scenografica che taglia qualsiasi orpello o supporto narrativo per affidare tutto all’espressione, alla vocalità e alla gestualità evocative della giovane interprete.

Finale shock in platea con l’abbattimento improvviso di una quarta parete fino a quel punto accuratamente strutturata, e Marcella che incede lentamente e progressivamente, trasferendo tutta la fragilità del suo essere, la palpitante verità del suo dramma e dei suoi angoscianti interrogativi direttamente sugli spettatori…

Una nuova puntata sul riso amaro, sulla scia del teatro comico-impegnato e di denuncia tracciata dagli ultimi spettacoli della Compagnia i Barbariciridicoli.