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Tzia Peppedda e i suoi OSSI-MORI

Regia: Tino Belloni
Interprete: Letizia Marras

Tzia Peppedda e i suoi OSSI-MORI è un progetto originale e innovativo che intende proporre il teatro in situazioni diverse e non convenzionali (convegni, seminari, presentazioni letterarie, mostre, conferenze) attraverso una forma breve, agile e snella quale lo sketch teatrale fondato sull’arte dell’attore comico e umoristico.

Il progetto mira a valorizzare le doti artistiche di un’attrice storica della Compagnia quale Letizia Marras, eccellente interprete nella non facile arte dell’improvvisazione teatrale e della recitazione a soggetto, alla quale si è particolarmente applicata, partecipando a tutte le produzioni della compagnia basate sul teatro di improvvisazione (da PubOscenico a Improvvisa-mente, da Masquerada, a The bubble’s men e a Skabaretch).

Il personaggio di Tzia Peppedda ha preso forma attraverso le improvvisazioni teatrali della sua interprete, e si è via via chiarito e strutturato assumendo i contorni di una vera e propria maschera teatrale, proprio come un personaggio della commedia dell’arte.

Vestita a "s’antiga" (con casciu, varda e vardetta, brusa e isciallu) Tzia Peppedda è il buffo e ilare tipo di un’attempata ma arzilla ed energica vecchietta di paese, la cui piena ed orgogliosa appartenenza alla cultura e all’identità di una Sardegna arcaica non le impedisce di essere assolutamente al passo con la modernità, e di confrontare e commistionare i più positivi valori del suo atavico sistema antropologico con gli accelerati processi di sviluppo tecnologico e con gli innovativi input sociali e culturali, artistici e intelletuali dell’epoca contemporanea.

Di qui il paradosso, l’ossimoro (o gli OSSI-MORI, giocando col vessillo della nostra identità!) di un personaggio che pur avendo la quarta elementare usa un vocabolario italiano corretto e colto, che pur portando una calcata accentuazione delle sonorità e delle costruzioni strutturali della lingua sarda non disdegna la contaminazione e l’innovazione linguistica, con l’uso concreto e appropriato di tecnicismi e anglicismi "à la page" sapientemente riadattati alle sonorità de "sa limba", a un processo quindi di sardizzazione, inteso come positiva appropriazione e rielaborazione di altre identità.

Dati questi presupposti, il personaggio di Tzia Peppedda può presentarsi in qualsiasi contesto e situazione culturale (appunto convegni tematici, seminari, presentazioni di libri, di mostre, conferenze, festival, etc) e fare il suo intervento ad hoc affrontando qualsiasi argomento, portando il suo illuminante punto di vista come una ventata di rinfrescante umorismo, volto a introdurre, vivacizzare o suggellare il clima dell’evento.